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Quando le spese di rappresentanza sono deducibili nel 2018?

Pubblicato da Captio su 09/08/2018

Le spese di rappresentanza sono quelle spese, sostenute e documentate, “per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni e il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell'obiettivo di generare, anche potenzialmente, benefici economici per l'impresa ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore” (comma 1 D.M. 19/10/2008).

Scarica: La nota spese. I consigli per trasformarla in una risorsa per il tuo  business

Ma quando queste spese aziendali sono deducibili nel 2018?

Spese di rappresentanza deducibili: ecco i criteri

Se queste spese sono sostenute in favore dei dipendenti, sono da considerarsi inerenti all’attività di impresa se sostenute con finalità educative, di istruzione, ricreazione, assistenza sociale sanitaria o di culto. In questo caso, sono completamente deducibili dalle imposte sui redditi, nel limite del 5 per mille dell’ammontare delle spese sostenute per lavoro dipendente risultanti dall’ultima dichiarazione dei redditi.

Secondo il concetto di congruità, le spese di rappresentanza sono da considerarsi tali se imputate per competenza nell’esercizio e se seguono i limiti di deducibilità legati al reddito dettati dal D.M. del 19/11/2008, ma poi modificati come segue:

  • 1,5% dei ricavi e proventi fino a 10 milioni di euro.

  • 0,6% dei ricavi e proventi tra i 10 milioni e i 50 milioni di euro.

  • 0,4% dei ricavi e proventi che eccedono i 50 milioni di euro.

Questi limiti sono in vigore dal 1° gennaio 2016.

Spese di rappresentanza nel 2018: detraibilità IVA

Le normative in merito alla detraibilità IVA per le spese di rappresentanza 2018 sono invariate rispetto agli scorsi anni (il riferimento è il Decreto Iva).

Pertanto, per le spese di rappresentanza è ammessa anche nel 2018 la detraibilità IVA totale delle “spese di vitto e alloggio per ospitare clienti in occasione di mostre, fiere ed eventi simili e/o per le trasferte dei propri dipendenti e/o collaboratori”, mentre “non è ammessa la detrazione dell’IVA relativa alle spese di rappresentanza, tranne quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a 50,00 €”.

Detto in altre parole, è ammessa la detraibilità IVA al 100% soltanto per spese di rappresentanza di importo non superiore a 50 €, negli altri casi vige il regime fiscale di indetraibilità totale.

Quando le spese di rappresentanza sono deducibili nel 2018?

 

Le spese di vitto e alloggio

Le spese sostenute per il vitto, l’alloggio e la somministrazione di alimenti e bevande per clienti - in generale, quindi, le spese di ospitalità per i clienti - vanno computate nel limite del 75% del loro ammontare. Sono escluse da tale limitazione solo le spese di vitto e alloggio sostenute da dipendenti e collaboratori in occasioni di trasferte al di fuori del territorio comunale di lavoro.

Pertanto, questo tipo di spesa di rappresentanza dovrà prima essere ridotta al 75% e poi cumulata alle altre spese di rappresentanza e confrontate con precedenti limiti stabiliti in base al reddito.

In altri termini, le spese di vitto e alloggio qualificabili come spese di rappresentanza devono essere assoggettate:

  • In via preliminare, al limite di deducibilità del 75% (art. 109 co. 5 del TUIR);

  • Successivamente, al limite previsto per le spese di rappresentanza (art. 108 co. 2 del TUIR), ai sensi del quale l’importo delle spese sopra citate (già ridotto al 75%) deve essere sommato all’importo delle altre spese di rappresentanza.


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Categoria: spese di rappresentanza, spese aziendali