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    Costi chilometrici: un esempio pratico per imparare a calcolarli

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    Quando le trasferte di lavoro vengono effettuate con l’auto personale del dipendente, questi ha diritto a un rimborso chilometrico. Ma di che cosa si tratta esattamente?

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    Il rimborso chilometrico è l’indennità di trasferta giornaliera, detraibile e non imponibile, che il datore deve corrispondere al dipendente che affronta una trasferta di lavoro utilizzando mezzi propri. La trasferta può essere di due tipi: all’interno del territorio comunale e fuori dal territorio comunale

    Di seguito troverai un esempio pratico di calcolo di costo chilometrico.

     

    Costi chilometrici

     

    Costi chilometrici: come si calcolano ed esempio pratico

    Tabelle ACI

    I rimborsi chilometrici vengono calcolati sulla base delle tabelle realizzate ogni anno dall’ACI. Per ogni veicolo sono previsti valori diversi, calcolati in base alla marca, all’alimentazione e alla categoria del veicolo stesso. Le tariffe sono approvate dall’ACI entro il 30 novembre di ciascun anno e pubblicate dal Ministero delle Finanze entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo d’imposta successivo.

    Per calcolare questi valori, l’ACI basa i punteggi sul prezzo del carburante (gasolio, metano e benzina) indicati dal Ministero dello Sviluppo Economico e da Metanauto. Gli importi vengono costantemente aggiornati.

     

    Calcolo dei rimborsi chilometrici

    Ecco come si calcola, nel concreto, il rimborso per le spese di viaggio avvenute con mezzi propri. Prendendo come riferimento la tabella, bisogna individuare il modello e trovare la tariffa chilometrica corrispondente. Quest’ultima deve poi essere moltiplicata per i chilometri effettuati. Ad esempio, poniamo caso che un dipendente effettui una trasferta di 300 chilometri utilizzando una Jeep Cherokee 2.0 Mjt II Limited (gasolio). In base alle tariffe ACI 2018, la tariffa chilometrica di questo modello è di 0,6074. Il calcolo che quindi bisogna fare è: 0,6074 x 300 = 182,22 euro.

    Ecco i link per consultare le tabelle ACI:

     

    Tassazione dei rimborsi chilometrici

    Nel caso in cui il dipendente parta per la trasferta dalla propria residenza e non dal luogo di lavoro (e, quindi, la distanza percorsa dal dipendente risulta maggiore rispetto a quella calcolata dalla sede di servizio, con la conseguenza che al lavoratore viene erogato un rimborso chilometrico di importo maggiore rispetto a quello calcolato dalla sede di servizio) la differenza è da considerarsi reddito imponibile ai sensi dell’articolo 51, comma 1, del TUIR.

    Le indennità chilometriche in materia di deducibilità sono regolamentate dall’articolo 95 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi: i costi deducibili sono relativi sia ai costi per l’utilizzo dell’autoveicolo di proprietà, sia alla tariffa per il noleggio di una vettura. La spesa deducibile in questi casi risulta limitata alla potenza di:

    • 17 cavalli fiscali (ovvero fino a 1643,3 di cilindrata) se viene si fa uso di motore a benzina,

    • 20 cavalli fiscali (ovvero fino a 2080,1 di cilindrata) se in presenza di motore diesel


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