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    Welfare aziendale: cos’è e come può giovare alla tua azienda

    benefit aziendali timer 3 min.
    Myriam Zanatta
    get_app  Scarica La nota spese. I consigli per trasformarla in una risorsa per  il tuo business

    In questo periodo storico si discute molto di welfare aziendale. Ma esattamente, di cosa si tratta? Di chi è responsabilità? Scopriamo insieme l’origine di questo termine, il suo significato reale e tutti i vantaggi che un piano di welfare aziendale ben strutturato può dare alla tua attività.

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    Che cos’è il welfare aziendale?

    In inglese, il termine welfare ha un duplice significato: indica il benessere (inteso anche come felicità dell’individuo o di una comunità), ma anche l’insieme dei sussidi erogati dal governo o da un ente privato per garantire il benessere di cui sopra. Il termine welfare aziendale, dunque, indica tutte quelle misure, beni, servizi e attività che l’impresa offre ai suoi dipendenti per far sì che il loro benessere e il loro potere di spesa aumentino. Va sottolineato che solitamente il welfare aziendale riguarda i dipendenti con contratti a tempi indeterminato e che può essere strutturato in modo diverso a seconda dell’azienda.

    Come strutturare il welfare aziendale?

    I piani di welfare aziendale possono essere un buon investimento per le aziende, perché esenti da tassazione fiscale e dunque deducibili dall’azienda entro determinati limiti. A seconda delle necessità e della portata dell’azienda, i piani di welfare aziendale possono essere strutturati a prescindere dallo stipendio fisso e variabile, andandosi dunque a sommare a questi sia su libera scelta dell’azienda, sia in seguito a un accordo con i sindacati. In alternativa, possono sommarsi allo stipendio variabile secondo quanto stabilito dalla Legge di stabilità 2016-2017. In questo caso, i piani devono essere strutturati in concerto con gli accordi di categoria e sindacato.

    Il welfare aziendale è tassato per i dipendenti?

    Come già accennato, il welfare aziendale non è soggetto a tassazione, a prescindere dal modo in cui i piani vengono strutturati. Non influiscono, quindi, sul reddito imponibile del dipendente (parliamo di servizi come i buoni pasto, eventuali fondi destinati all’istruzione, alla sanità, assicurazioni e convenzioni, etc.).

    Se il rimborso viene effettuato nello stesso anno, i dipendenti non devono indicare questi benefit nella dichiarazione dei redditi (per una spiegazione dettagliata ed esaustiva, consultare l’art. 51, secondo comma del Tiur, Testo unico delle imposte sui redditi). 

    welfare aziendale

    Quali sono i vantaggi del welfare aziendale per i datori di lavoro?

    Il vantaggio più immediato del welfare aziendale è ovviamente la sua deducibilità. Ma non è l’unico: il welfare aziendale, infatti, ha l’obiettivo di favorire l’armonia tra il lavoro e la vita privata dei dipendenti.

    Servizi di sostegno alla famiglia come asili nidi, baby sitter, campi estivi per i bambini, rimborso delle tasse scolastiche sono molto apprezzati dai lavoratori, ma anche servizi di benessere come prestazioni specialistiche rimborsate e viaggi ricreativi o servizi legati allo shopping, come voucher e coupon.

    Quando i dipendenti sono più appagati e felici, il clima sul posto di lavoro migliora, contribuendo ad aumentare anche la produttività dell’azienda. Inoltre, i dipendenti aumenteranno il loro potere d’acquisto e saranno meno proni all’assenteismo.

    Infine, è stato dimostrato che il welfare aziendale favorisce in modo sostanziale la diminuzione del turnover: un dipendente contento e soddisfatto è meno invogliato a lasciare l’azienda per un’altra. I benefit rappresentano anche una fonte di appeal per l’azienda, che può sfruttare i suoi piani di welfare per spiccare sulla concorrenza e attrarre i candidati più ambiti anche a parità di retribuzione.

    … e per lo Stato?

    Anche lo Stato trae vantaggio dai programmi di welfare aziendale. Infatti, se i lavoratori possono usufruire di misure e piani complementari offerti dall’azienda, lo Stato non dovrà intervenire per rafforzare e potenziare determinate prestazioni (ad esempio in ambito assistenziale, sanitario o previdenziale).

    La creazione di un mercato di fornitori di servizi di welfare aziendale privati offre un ampio respiro al sistema statale. Si tratta, dunque, di una cosiddetta win-win situation in cui tutte le parti coinvolte possono trarre vantaggi sostanziali con investimenti reali nulli o minimi.IT-CTA-solicita-demo

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