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    Introduzione al fringe benefit

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    Non è raro che le aziende concedano ai propri dipendenti un benefit, il cui nome completo è fringe benefit e che può essere tradotto in italiano come “beneficio accessorio” o “beneficio aggiuntivo” perché va ad aggiungersi alla busta paga.

    Ma che cos’è questo fringe benefit? E come si calcola? In che modo può influire sulla nostra busta paga? Scopriamolo insieme.

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    Fringe benefit: cos’è?

    Lo abbiamo anticipato nel titolo, ma ora lo spieghiamo meglio. Il fringe benefit è una voce addizionale alla retribuzione esente da imposte, corrisposta da un’azienda ai propri dipendenti sotto forma di bene o servizio. Rientra nella categoria dei compensi in natura, anche se deve figurare in busta paga. Esempi di fringe benefit diffusi in Italia sono l’auto aziendale, i buoni pasto, lo smartphone e il pc portatile.

    Ricordiamo che è l’azienda a decidere a quali categorie assegnare il fringe benefit. Per esempio, può scegliere di assegnare l’auto aziendale solo ai dirigenti e a chi fa lavori di rappresentanza. Queste voci saranno specificate nel contratto di lavoro o in eventuali modifiche ad esso apportate.

    Fringe benefit annuale e tassazioni: come funziona?

    Vale la pena specificare che il fringe benefit è calcolato su base annuale. Nonostante ciò, deve essere indicato nel cedolino e assoggettato a tassazione mensile. Occorre dunque informarsi bene per adempiere ai propri doveri fiscali e organizzare la documentazione in modo agile. In questo caso, strumenti come Captio possono aiutare le aziende a tenere conto delle spese e dei benefit per consentire una gestione migliore a livello di cedolini, rimborsi e imposte.

    Calcolo fringe benefit in busta paga: l’esempio dell’auto 

    Uno dei fringe benefit più diffusi è l’auto a uso promiscuo, vale a dire l’auto utilizzata per per motivi sia personali che aziendali. In questo caso, contributi e tasse vengono calcolati sulla base di un valore convenzionale, calcolabile utilizzando le tabelle ACI, che devono essere prese come riferimento anche per il calcolo del fringe benefit in busta paga. Se non sai cosa sono le tabelle ACI e vuoi saperne di più, ti invitiamo a consultare i nostri articoli dedicati.

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    Come si calcola il fringe benefit

    Nello specifico, per calcolare il fringe benefit dell’auto, il più comune in Italia, occorre:

    • ricavare dalle tabelle ACI il costo chilometrico riferito al tipo di autovettura;
    • moltiplicarlo per una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri;
    • dalla cifra ottenuta, si calcola il 30%, che corrisponde al valore del benefit e su cui verranno calcolati contributi e tasse. L’assunto di base è infatti che il dipendente usi l’auto per il 30% per il lavoro e per il restante 70% per sé;
    • quello ottenuto è il fringe benefit annuale, quindi bisogna dividere questa cifra per 12 (il numero delle mensilità) per ottenere il valore mensile di fringe benefit da inserire nella busta paga.

    Si ottiene così il "valore convenzionale auto", che è una voce di paga neutra che non ha nessun effetto sul netto ma viene inserita per aumentare l'imponibile contributivo e fiscale. Su di essa, infatti, dipendente ed azienda pagano i contributi e le ritenute IRPEF solo per i mesi di effettivo uso promiscuo del veicolo. La tassazione dipende da vari fattori, tra cui la tipologia di mezzo di trasporto.

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