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    Spese di rappresentanza 2019: cosa sono, detraibilità e deducibilità

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    Ci sono sempre molti dubbi quando si parla di spese di rappresentanza. In questo articolo, chiariamo gli aspetti principali e ci soffermiamo sulle spese di rappresentanza nel settore farmaceutico.

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    Spese di rappresentanza 2019: cosa sono, detraibilità e deducibilità

    Le spese di rappresentanza sono quelle spese, sostenute e documentate, per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni e il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell'obiettivo di generare, anche potenzialmente, benefici economici per l'impresa ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore (comma 1 D.M. 19/10/2008).

    Cosa sono le spese id rappresentanza

     

    Spese di rappresentanza deducibili: ecco i criteri

    Ma quando queste spese aziendali sono deducibili nel 2019?

    Se queste spese sono sostenute in favore dei dipendenti, sono da considerarsi inerenti all’attività di impresa se sostenute con finalità:

    • educative
    • d’istruzione
    • di ricreazione
    • d’assistenza sociale sanitaria
    • di culto

    In questi casi, sono completamente deducibili dalle imposte sui redditi, nel limite del 5 per mille dell’ammontare delle spese sostenute per lavoro dipendente risultanti dall’ultima dichiarazione dei redditi.

     

    Spese di rappresentanza nel 2019: detraibilità IVA

    Le normative in merito alla detraibilità IVA per le spese di rappresentanza 2019 sono invariate rispetto agli scorsi anni (il riferimento è il Decreto Iva).

    Anche nel 2019, quindi, è ammessa la detraibilità IVA totale delle “spese di vitto e alloggio per ospitare clienti in occasione di mostre, fiere ed eventi simili e/o per le trasferte dei propri dipendenti e/o collaboratori”, mentre “non è ammessa la detrazione dell’IVA relativa alle spese di rappresentanza, tranne quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a 50,00 €”.

    Le spese di rappresentanza nel settore farmaceutico

    Vediamo più nello specifico cosa accade nel caso di un settore particolare, come quello farmaceutico. L’articolo 2, comma 9, L. 289/2002 prevede l’indeducibilità dei costi sostenuti per l’acquisto di beni o servizi destinati, anche indirettamente, a medici, veterinari o farmacisti, allo scopo di agevolare, in qualsiasi modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto ad uso farmaceutico. È vietata la concessione a medici o farmacisti di premi, vantaggi pecuniari o in natura, con la sola eccezione del caso che siano di valore trascurabile o rientrino nella prassi corrente in campo medico o farmaceutico. 

    Sono da considerarsi spese di pubblicità solo quelle spese volte a render noto un farmaco presso la classe medica, anche attraverso la organizzazione di convegni e riunioni, a patto che siano di breve durata e con la partecipazione di un numero ristretto di specialisti.


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