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Guida definitiva sulla gestione delle spese di viaggio.

Spese di pubblicità e spese di rappresentanza: in cosa sono diverse?

Pubblicato da Captio su 04/09/2018

Spese di rappresentanza e spese di pubblicità: sono due tipologie di spese molto simili, talmente simili che a volte è difficile capire la differenza tra l’una e l’altra.


 

Ma identificare le differenze tra le due è importante, anche perché il trattamento fiscale riservato all’una e all’altra è sensibilmente diverso. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e di scoprire quali sono gli elementi di distinzione.

Spese di pubblicità e spese di rappresentanza: in cosa sono diverse?

 

Spese di pubblicità e spese di rappresentanza: definizioni e differenze

Partiamo dalle definizioni di queste due spese.

 

Spese di pubblicità

Le spese di pubblicità e propaganda sono quelle spese relative alla pubblicizzazione di prodotti e servizi di un’azienda. Si caratterizzano per l’esistenza di un rapporto sinallagmatico (contratto bilaterale a prestazioni corrispettive) in base al quale lo sponsor si impegna a erogare un pagamento in denaro o in natura per la prestazione di cui ha beneficiato, e il soggetto sponsorizzato si obbliga a pubblicizzare e propagandare il prodotto o il servizio.

Dalla definizione emergono due aspetti:

  • la finalità è di aumentare le vendite: l’obiettivo delle spese di pubblicità è quello di ottenere un incremento immediato o dilatato nel tempo delle vendite, diffondendo tra nuovi clienti o tra clienti già esistenti un messaggio pubblicitario che comunichi l’esistenza e le caratteristiche di un determinato prodotto o servizio.

  • pagamento: le spese di pubblicità non sono mai gratuite. Ci sono sempre due parti, una che elargisce la prestazione e l’altra che beneficia di tale prestazione, offrendo per essa una forma di pagamento.

 

 

Spese di rappresentanza

Le spese di rappresentanza sono le spese per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni e il cui sostenimento risponde a criteri di ragionevolezza in funzione dell’obiettivo di generare, anche potenzialmente, benefici economici per l’impresa, ovvero sia coerente con pratiche commerciali di settore.

Queste sono le caratteristiche delle spese di rappresentanza:

  • la finalità è di aumentare il prestigio: le spese di rappresentanza servono a creare, mantenere, e aumentare il prestigio societario senza però creare aspettative di incremento delle vendite.

  • gratuità: le spese di rappresentanza sono sempre gratuite. Le tre caratteristiche essenziali affinché una spesa di rappresentanza possa essere definita tale sono congruità, inerenza e appunto, gratuità. Se entra in gioco un pagamento, di qualsiasi tipo esso sia, non si tratta più di una spesa di rappresentanza.

In altre parole, le spese pubblicitarie sono finalizzate all’aumento delle vendite e dei ricavi dell’azienda, mentre le spese di rappresentanza servono a promuovere l’immagine dell’impresa e sono a titolo gratuito.

 

Spese di pubblicità e spese di rappresentanza: deducibilità IVA

La differenza tra le due tipologie si sente, anche e soprattutto da un punto di vista fiscale. Le spese di pubblicità sono interamente deducibili al 100% durante l’esercizio in cui sono state sostenute, oppure possono essere ammortizzate nei successivi 5 anni.

Le spese di rappresentanza, invece, sono deducibili al 100% del reddito di impresa solo se di valore unitario non superiore a 50 euro. Superato questo valore, la deducibilità si riferisce a determinate soglie calcolate con percentuali sui ricavi massimi dell’anno in corso, provenienti dai risultati della dichiarazione dei redditi:

  • spese di rappresentanza deducibili del 1.5% per ricavi dell’impresa fino a 10 milioni di euro;

  • spese di rappresentanza deducibili del 0.6% per ricavi dell’impresa da €10.000.001 fino a €50.000.000;

  • spese di rappresentanza deducibili del 0.4% per ricavi dell’impresa da €50.000.001 in poi.


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Categoria: spese di rappresentanza