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    Fattura elettronica: come evitare le sanzioni

    fattura elettronica timer 3 min.
    Myriam Zanatta
    IT - Informe Gestion gastos 2020
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    A partire dal 1° gennaio 2019 è entrato in vigore anche tra i privati titolari di partita IVA l’obbligo di utilizzare la fatturazione elettronica. Nonostante sia trascorso più di un anno, non tutti gli aspetti del processo sono ancora oggi completamente chiari. Ripercorriamoli insieme per capire che errori evitare per non incorrere in sanzioni.

    La procedura di fatturazione elettronica prevede la trasmissione delle fatture esclusivamente attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate, un sistema telematico dedicato alla trasmissione delle fatture che permette sia la trasmissione del documento da parte del mittente che la ricezione dello stesso da parte del destinatario. In caso di errori nella procedura, la fattura non verrà consegnata, e automaticamente il SDI notificherà il problema al professionista emittente.  Avevamo già parlato qui delle principali informazioni da sapere a riguardo. 

    In base alla data di emissione la fattura elettronica può essere definita immediata o differita.

    La fattura immediata deve essere compilata e trasmessa al cliente entro 24 ore dall’effettuazione della vendita o della prestazione. Questa tipologia di fattura si usa generalmente per tutte quelle operazioni che non prevedono la presenza di un DDT (Documento di Trasporto) che accompagni la merce venduta o la prestazione erogata.

    Per quanto riguarda invece la fattura differita, i norma viene utilizzata per la fatturazione a fine mese di merce consegnata con DDT nel corso del mese solare. Questo permette di avere una sola fattura a fronte di molte spedizioni/consegne di merce per il cliente. Quando viene utilizzata come riepilogativa dei DDT raggruppati, deve essere emessa e consegnata al cliente entro il 15° giorno del mese successivo a quello dei documenti di riferimento per i documenti di trasporto. Sebbene relativa al mese precedente, sarà comunque obbligatorio versare l’IVA entro il 16 del mese successivo.Captio Blog Image (7)Esempio: se il pagamento di una determinata prestazione o consegna è avvenuto a maggio, anche se la fattura viene emessa in modalità differita il 15 settembre, l’operazione rientra nella liquidazione periodica di maggio e l’IVA andrà versata entro il 16 ottobre.

    Facciamo un esempio: se il pagamento di una determinata prestazione o consegna è avvenuto a maggio, anche se la fattura viene emessa in modalità differita il 15 giugno, l’operazione rientra nella liquidazione periodica di maggio e l’IVA andrà versata entro il 16 giugno.

    Stare al passo con la registrazione delle diverse fatture può risultare complicato, in particolar modo perché in caso di fatturazione tardiva l’utente va incontro a sanzioni. 

    In caso di mancata emissione della fattura, la sanzione prevede il versamento tra il 90% e il 180% dell’IVA relativa all’imponibile non documentato in modo corretto. 

    Se invece la violazione non incide sulla corretta liquidazione del tributo e di conseguenza non interferisce con le attività di controllo, si applica una sanzione in misura fissa che va dai 250 ai 2000€. Un esempio di questo tipo di violazione formale è una fattura emessa in ritardo ma la cui IVA sia comunque stata versata entro i termini previsti.

    Proprio per la relativa novità della fatturazione elettronica di cui parlavamo a inizio articolo, errori e imprecisioni possono capitare anche in maniera involontaria o in totale buona fede: per questi casi c’è la possibilità di ridurre la sanzione grazie alla pratica del ravvedimento operoso. 

    La sanzione può essere ridotta a 1/9 se pagata entro 90 giorni dalla data di omissione o dell’errore, ad ⅛ se pagata entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione, o a 1/7 se pagata entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo in cui è stata commessa la violazione. Quando invece viene pagata oltre il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo in cui è stata commessa la violazione, la sanzione è ridotta a ⅙. Correlata alla fattura tardiva è la situazione in cui il file telematico viene scartato dal SDI. In questo caso la fattura risulta non inviata, quindi è passibile di sanzioni. Tuttavia, se ci si accorge in tempo degli errori è possibile evitare la mora. Secondo la legge la fattura scartata può essere inviata nuovamente entro 5 giorni dalla data di notifica dello scarto. Per approfondire la corretta compilazione della fattura, scoprire i principali errori e come risolverli clicca qui. (il post è in fondo a questo documento).IT - Informe Gestion gastos 2020

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