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    Le ore di viaggio sono considerate ore di lavoro?

    viaggio di lavoro timer 3 min.
    Alessandra Belotti
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    Le ore di viaggio sono considerate ore di lavoro? Questa è una delle domande che consulenti ed esperti in materia si sentono rivolgere spesso da dipendenti e aziende. Nella guida che segue faremo quindi chiarezza sulla questione considerando le possibili casistiche.

    Inizieremo dal definire cosa possa essere considerato orario di lavoro, una premessa necessaria per orientarsi nella legge in merito alle ore di viaggio.

    Tratteremo in seguito delle ore di viaggio per il lavoro in trasferta e analizzeremo il caso delle ore di viaggio e spostamento per gli straordinari lavorativi

    Come anticipato, iniziamo però da una premessa necessaria: cosa si intende per orario di lavoro?

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    Le ore di viaggio sono considerate ore di lavoro: cosa si intende per lavoro?

    Per una risposta corretta alle domanda se le ore di viaggio vadano pagate in quanto orario di lavoro, è necessario partire dalla definizione stessa di orario.

    Secondo il Ministero del Lavoro, si parla di orario di lavoro quando coesistono i seguenti tre criteri che riguardano chi presta l’opera:

    1. si trova al lavoro
    2. è a disposizione del datore di lavoro
    3. è nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni

    È inoltre utile aggiungere che la legge non fa nessun riferimento al concetto di orario di lavoro effettivo. Per tale motivo, è da considerarsi orario di lavoro il tempo dedicato al lavoro, ma anche quello in cui il lavoratore è presente nel luogo di lavoro ed è disponibile a far fronte alle necessità del datore di lavoro con la propria attività. 

    Da questi tre requisiti consegue anche che il periodo in cui il lavoratore rimane reperibile non è considerato parte dell’orario perché il lavoratore non si trova al lavoro e non sta svolgendo le sue funzioni.

    le ore di viaggio sono considerate ore di lavoro

    La trasferta: le ore di viaggio vanno pagate?

    Passiamo ad analizzare un caso molto specifico che suscita di frequente dubbi sulla necessità o meno di pagare le ore di lavoro: gli spostamenti per le trasferte

    Per quanto riguarda le ore di viaggio effettuate quando il lavoratore è in trasferta, quando cioè il lavoratore svolge la propria attività lavorativa in un luogo diverso da quello consueto, queste non rientrano nell’orario di lavoro quando il lavoratore è libero di scegliere i tempi di partenza, il mezzo di trasporto e gode cioè di una certa libertà organizzativa.

    A questo proposito inoltre la legge permette di distinguere tra due casi di trasferta, in base alle modalità di pagamento della stessa.

    La trasferta con indennità di tipo retributivo

    Se al lavoratore è corrisposta un’indennità di tipo retributivo, il tempo impiegato per raggiungere la sede di lavoro, anche se diversa da quella abituale, non deve essere sommata al normale orario di lavoro. L’indennità di trasferta infatti, serve proprio a compensare il disagio derivato dagli spostamenti.

    In questo caso le ore di viaggio relative alla trasferta non dovranno quindi essere pagate dal datore di lavoro, poiché incluse in maniera forfettaria nell’indennità stessa. Diverso è invece il secondo caso.

    Trasferta con indennità analitica

    Al contrario, se al lavoratore è corrisposta un’indennità di trasferta tramite il rimborso delle spese sostenute effettivamente dal prestatore di lavoro, il tempo di viaggio avvenuto al di fuori dell’orario di lavoro andrà assimilato all’orario di lavoro.

    Le ore di viaggio per effettuare la trasferta potranno quindi essere incluse nell’orario di lavoro e dovranno essere pagate. 

    Il pagamento delle ore di viaggio come straordinario

    Molto particolare e dibattuto è infine il caso delle ore di viaggio al di fuori dell’orario normale di lavoro. Possono essere considerate straordinario?

    Generalmente le ore di viaggio da e verso la sede di lavoro non vengono conteggiate nell'orario di lavoro, per i principi definiti all'inizio di questa guida.

    Tuttavia le ore di viaggio vanno pagate come straordinario nel caso in cui lo spostamento sia richiesto espressamente dal datore di lavoro, come ad esempio quando si chiede al lavoratore di rientrare in sede durante una trasferta, con un conseguente aumento dell'orario giornaliero o settimanale. 

    Si tratta tuttavia di un caso specifico e limitato, anche se non unico. Alcuni contratti collettivi nazionali prevedono articoli dettagliati in merito; tuttavia, in assenza di una norma specifica nel CCNL, potrebbe risultare difficoltoso gestire il pagamento di questa tipologia di straordinario. 

    Per tutti i casi specifici e particolari legati alla singola azienda, è quindi sempre consigliato fare riferimento al professionista del lavoro di fiducia. 

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