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    Liquidazione trimestrale IVA: la guida completa

    recupero IVA timer 4 min.
    Myriam Zanatta
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    Le LI.PE, anche dette comunicazioni IVA delle liquidazioni periodiche sono state introdotte nel 2016 per evitare l’evasione fiscale dell’imposta sul valore aggiunto.

    La liquidazione trimestrale IVA è un qualcosa a cui tutti i contribuenti devono pensare, al termine di un periodo fiscale. È quindi necessario calcolare a quanto ammonta l’IVA per sapere se si è a debito o a credito. Ciò significa dover  calcolare il valore dell’imposta sulle fatture emesse in un determinato periodo fiscale, così come su quelle ricevute dai propri fornitori.

    Il calcolo è molto semplice: basta dedurre l’importo dell’imposta delle fatture emesse da quello delle fatture ricevute dai fornitori e si ottiene un risultato che può essere a debito o a credito.

    Nel primo caso, l’importo deve essere versato allo Stato tramite un modello F24, mentre nel secondo caso di parla di rimborso che sarà ricevuto nei mesi successivi.

    Agilità nella gestione delle spese

    Come avviene la liquidazione trimestrale dell’IVA

    A seconda del regime contabile al quale si appartiene, la liquidazione dell’IVA avviene mensilmente o trimestralmente. Per il regime ordinario si parla di liquidazione mensile mentre il regime trimestrale è legato a parametri più ristretti.

    In particolari, la liquidazione trimestrale dell’IVA interessa tutti coloro che nell’anno non hanno avuto ricavi minori a 400 mila euro per i lavoratori autonomi e le imprese che prestano servizi, o 700 mila euro per aziende la cui attività è di altro genere. È inoltre importante tenere a mente che gli importi a debito devono essere maggiorati dell’1%.

    A inizio attività è quindi necessario effettuare la scelta per la liquidazione trimestrale dell’IVA e dichiararla nella prima dichiarazione annuale IVA. Questa opzione sarà sempre valida, a patto che si rimanga nelle condizioni relative ad essa e che abbiamo indicato nel precedente paragrafo.

    Anche le scadenze per le due tipologie di liquidazione sono differenti.

    Per la liquidazione mensile il termine è il 16 di ogni mese. Per la liquidazione trimestrale dell’IVA, invece, si tiene conto del 16 del secondo mese successivo a quello di chiusura del periodo fiscale. Ad esempio, la liquidazione dell’IVA del periodo gennaio-febbraio-marzo, si potrà versare il 16 maggio.

    Esistono, inoltre, le cosiddette “trimestrali speciali” che riguardano particolari categorie come gli autotrasportatori per conto di terzi, chi è possessore di impianti di distribuzione di carburanti per autotrazioni, gli esercenti di servizi al pubblico e gli esercenti di arti e professioni sanitarie, i quali posso scegliere il versamento trimestrale dell’IVA anche se non rientrano nei parametri dei 400 mila euro di ricavi minimi per i lavoratori autonomi e di 700 mila euro per altre attività.

    Come gestire il debito o credito della liquidazione trimestrale dell’IVA

    Qualora si risultasse essere a debito, l’imposta ottenuta attraverso il calcolo delle fatture emesse e di quelle ricevute dai propri fornitori può essere saldata allo Stato tramite il modello F24. Dei codici prestabiliti indicano la liquidazione mensile e quella annuale. La prima è legata ai codici che vanno dal 6001 al 6012, ove ogni codice finale si riferisce ad un mese dell’anno. Nel secondo caso, invece, i codici tributari partono dal 6031 al 6034 e si riferiscono al semestre. Solamente il codice 6035 indica l’acconto IVA da pagare come anticipo dell’imposta e da corrispondere entro la fine dell’anno in corso.

    Nel caso in cui, invece, si fosse a credito è possibile decidere la modalità di utilizzo del credito IVA. È possibile utilizzare il modello F24 e richiedere una compensazione interna, oppure, una detrazione interna alle liquidazioni IVA periodiche di tutti i periodi successivi.

    Liquidazione trimestrale dell’IVA e regime forfettario

    Chi ha aderito al regime forfettario non ha l’obbligo di versare l’imposta dell’IVA. Secondo quanto indicato nella Circolare n. 73/E/2007 dell’Agenzia delle Entrate, si è in questo caso esonerati.

    Inoltre, oltre a non dover provvedere alla liquidazione dell’IVA, non sussiste l’obbligo di registrare le fatture emesse e dei corrispettivi, di registrare gli acquisti, di conservare i registri ed i documenti (eccezione fatta per le fatture di acquisto e le bollette doganali di importazione), infine dalla dichiarazione e comunicazione annuale.

    liquidazione iva trimestrale

    Novità del 2021 nell’invio della liquidazione trimestrale

    Dal 1° gennaio 2021 è partito il progetto sperimentale relativo alle comunicazioni IVA precompilate da parte dell’Agenzia delle Entrate, con lo scopo di semplificare la modalità di invio della liquidazione periodica IVA. Con l’articolo 16 del decreto n. 124/2019 si è stabilito che l’Agenzia delle Entrate presenti una serie di documenti precompilati, in bozza, ed in particolare:

    • La bozza dei registri
    • La bozza delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA
    • La bozza della dichiarazione annuale IVA

    Rimane invece invariata la procedura per inviare i dati per la liquidazione IVA è necessario inviare un file xml contenente i dati che identificano il soggetto titolare della comunicazione, quelli delle operazioni di liquidazione IVA effettuate nel trimestre ed i dati dell’eventuale dichiarante. Nel caso in cui si decida di inviare la liquidazione IVA telematicamente e con il software messo a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate, bisognerà firmare il file tramite la funzione Sigillo sul portale dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione fatture e corrispettivi, per poi procedere con un ultimo controllo ed infine con l’invio.IT-CTA-solicita-demo

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