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    Le tasse più importanti che dovresti tenere in considerazione nella tua azienda

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    Le aziende italiane possiedono un calendario fiscale che molti dipartimenti finanziari conoscono a menadito. Vale a dire che le tasse aziendali sono uno dei capitoli inevitabili all'interno del ciclo contabile annuale. Se vuoi conoscere o chiarire dubbi circa gli obblighi fiscali di un'azienda in Italia, non perderti il seguente post.

    Agilità nella gestione delle spese

    Prima di iniziare a definire quali sono le imposte sulle imprese che l’azienda italiana deve tenere in considerazione, bisogna altresì tenere a mente che esistono imposte di competenza statale (IVA,IRPEF, ecc.) e altre imposte regionali o locali. Pertanto, l’azienda e, in concreto, il dipartimento finanziario della stessa, deve essere consapevole di questa tripla divisione tributaria.

    D’altro lato è altresì fondamentale tenere a mente una massima ovvia ma, allo stesso tempo, chiarificatrice. Un’azienda che ottiene meno benefici, di conseguenza, pagherà meno tasse. È evidente che la quantità economica per determinare la sua base liquidabile alla fine dell’anno fiscale sarà inferiore.

    Un articolo del Sole 24 Ore mostra  come il carico fiscale e contributivo sulle imprese italiane sia aumentato nel 2018 al 59,1% dal 53,1% della precedente classifica a fronte di una media globale 2018 pari al 40,5 ed europea del 38,9%.

    Una volta presi in considerazione gli elementi precedenti, le tasse delle aziende in Italia, o almeno quelle più importanti, sono:

    L’IVA

    L'IVA è un'imposta indiretta che viene riscossa sui consumi e relativamente su: consegne di beni e servizi resi da imprenditori e professionisti, acquisti intracomunitari e importazioni di beni.

    Secondo la definizione dell'Agenzia delle Entrate, l'applicazione dell'imposta è suddivisa in:

    • IVA addebitata: si addebita ai propri clienti l'IVA corrispondente alle proprie vendite e servizi.
    • IVA a monte: si pagano ai propri fornitori le tariffe che sono detratte di diritto nell'autoliquidazione periodica dell'IVA.

    Ad ogni liquidazione viene dichiarata l’Iva addebitata ai clienti, sottraendo a questa l’importo sostenuto per acquisti e rilevamenti dai fornitori.

    Perciò dipende dal risultato. Se esso è positivo dovrà essere pagato, se esso è negativo e dichiarato su base trimestrale, il risultato si compenserà con le dichiarazioni successive. Alla fine dell’anno fiscale, nell’ultima dichiarazione presentata, qualora il risultato sia negativo sarà possibile richiedere il rimborso o la compensazione del saldo negativo nelle liquidazioni dell’anno fiscale successivo. D’altro lato, se è negativo ma dichiarato mensilmente (si è richiesta l’inclusione nel registro di rimborso mensile), il rimborso si effettuerà mese per mese.

    L’IRPEF

    L'imposta sul reddito delle persone fisiche, abbreviata con l'acronimo IRPEF, è un'imposta diretta, personale, progressiva e generale, in vigore nella Repubblica Italiana. Essa è oggi regolata dal testo unico delle imposte sui redditi, emanato con DPR 22 dicembre 1986 n. 917.

    Tutti coloro che hanno un reddito, sia come lavoratore dipendente, sia come autonomo, nonché soci di impresa, sono tenuti a pagare questa imposta. La cosa importante, che rende soggetti al suo pagamento, è essere residenti o aver conseguito il reddito in Italia. La quota percentuale di reddito assorbita dall’imposta aumenta in proporzione al reddito stesso. Ad esempio nel caso di un lavoratore dipendente se il reddito è di 20.000 euro l’imposta dovuta è pari a circa il 17 per cento, mentre con 50.000 euro si arriva a oltre il 30.  

    l’Irpef è un’imposta: 

    •         Diretta
    •         Personale
    •         Progressiva
    •         Generale 

    L’Irpef infatti è un’ imposta progressiva. In altre parole, non tutti pagano la stessa aliquota, ma quest’ultima cambia in base al suo valore.

    tasse imprese

    IRES (imposta sul reddito della società)

    L'imposta sul reddito delle società (IRES) è una imposta proporzionale e personale che si ottiene tramite applicazione di un'aliquota unica, la cui entità, variata nel corso degli anni, è fissata al 24%, dalla Legge di stabilità del 2016.

    Devono versare l’imposta:

    • le società per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le società di mutua assicurazione, le società europee (regolamento CE n. 2157/2001) e le società cooperative europee (regolamento CE n. 1435/2003) residenti in Italia;
    • gli enti pubblici e privati residenti in Italia, compresi i consorzi, i trust, gli organismi di investimento collettivo del risparmio e gli enti non commerciali (organizzazioni no profit)
    • le società e gli enti di ogni tipo, compresi i  trust,  non residenti in Italia, per i soli redditi prodotti in Italia.

    Queste sono alcune delle imposte societarie più significative per quanto riguarda il livello statale. D'altra parte, l'azienda deve tener conto, come abbiamo accennato all'inizio, delle specificità regionali e locali. Un esempio potrebbe essere l’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive). L’aliquota IRAP può variare da regione a regione ed è normalmente intorno al 3,9%. Gli enti soggetti ad Irap sono principalmente quelli soggetti ad Ires, seguiti dalle associazioni riconosciute, non riconosciute e quelle tra professionisti, i produttori agricoli che ricevono un reddito agricolo (eccetto quelli esenti da Iva), le istituzioni pubbliche e private che non svolgono attività commerciale e le pubbliche amministrazioni.

     Questo esempio evidenzia la complessità del sistema fiscale italiano e la necessità per la società di disporre delle informazioni necessarie e aggiornate per gestire in modo efficiente gli obblighi fiscali.

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