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    Pagamenti digitali in Italia: ecco le novità

    digitalizzazione timer 3 min.
    Captio
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    Paperon de’ Paperoni, con le sue distese di banconote e monetine in cui tuffarsi e fare il bagno, non ne sarebbe contento ma il mondo sta andando sempre più velocemente verso la digitalizzazione dei pagamenti.

    Capgemini, in un rapporto globale sui pagamenti, rileva una crescita rapida delle transazioni effettuate con strumenti alternativi al contante. Le percentuali di aumento maggiore si registrano nei mercati in via di sviluppo, dall’Asia (+32%) all’area composta da Europa centrale, Medio Oriente e Africa (+19%). Gli analisti della società di consulenza prevedono che entro il 2022 verrà sfondato il muro del miliardo di transazioni no-cash a livello globale, con un tasso di aumento annuale medio del 14%.

    In Russia le transazioni senza contante sono cresciute del 40% nel 2017, in India del 39% e in Cina del 35%. A settembre 2019, il numero di utenti di Apple Pay nel mondo aveva superato i 440 milioni.

    Nel Nord Europa, tanto per cambiare, sono sempre un passo avanti: basti pensare che in Svezia, ribattezzata come la “capitale mondiale della lotta al cash”, le transazioni in contanti rappresentavano nel 2019 solo il 2% del totale, valore che nel 2020 è diminuito al di sotto dello 0,5%.

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    La digitalizzazione dei pagamenti in Italia

    Nel 2018 i pagamenti digitali stavano iniziando a prendere piede, tendenza che ha subito un’impennata l’anno scorso, quello della pandemia, e in questo 2021. Nel 2020, solo nei primi sei mesi dell’anno, è stato infatti registrato un drastico calo nei prelievi di banconote pari al 20% in meno. In questo scenario la pandemia ha giocato un ruolo fondamentale: gli esercenti si sono trovati in difficoltà nel recarsi in banca a versare il contante guadagnato durante il corso della giornata, la popolazione italiana si è sentita meno sicura nel maneggiare banconote non sterilizzate. Fattori che hanno inevitabilmente fatto crescere il settore dei pagamenti digitali.

    Questo trend si era già fatto ampiamente notare nel 2019, quando si registrò un incremento relativo ai pagamenti digitali effettuati tramite dispositivi mobile come smartphone e smartwatch.pagamenti digitali

    I pagamenti contactless: di cosa si tratta?

    Non si tratta solo di una inversione di marcia nei confronti della moneta su carta ma, più in generale, verso le abitudini di pagamento utilizzate in passato. Rispetto all’anno precedente infatti, nel 2020, i pagamenti con carta sono diminuiti di un 4% a favore dei pagamenti digitali, contactless.

    D’altronde la possibilità di pagare in maniera virtuale presenta vantaggi sia per il consumatore che per lo Stato. Chi acquista, infatti, non dovrà più girare con denaro contante, riempirsi le tasche di centesimi né conservare pile di carte, ricevute e scontrini da detrarre nella dichiarazione dei redditi.

    Allo stesso modo, l’Agenzia delle Entrate avrà a disposizione uno strumento in più nella lotta all’evasione fiscale. I pagamenti digitali, infatti, garantiscono la tracciabilità dell’operazione e non permettono l’anonimato, alla base di tanto “nero” e tanta evasione nell’uso del contante.

    La Legge di Bilancio 2020 e i pagamenti digitalizzati

    La Legge di Bilancio 2020 ha previsto l’introduzione di un’importante novità relativa ai pagamenti digitali nell’ambito delle spese mediche: dal primo gennaio 2020 necessario pagare con carte, bonifici, assegni, sistemi digitali o comunque tracciabili le spese sanitarie da portare in detrazione IRPEF al 19% nella dichiarazione dei redditi (730 e Unico).

    Visite mediche ed esami clinici effettuati presso enti privati non accreditati con il Servizio Sanitario Locale vanno necessariamente pagati con carta o bonifico. Le spese effettuate in farmacia o dall’ottico si possono invece continuare a pagare in contanti, perché in questi casi la tracciabilità dei dati è garantita dallo scontrino parlante.

    Un altro punto relativo ai pagamenti digitali merita di essere sottolineato: le app di pagamento – tra cui Satispay, Paypal, Apple Pay, Google Pay e altri - sono considerate forme “trasparenti” che assicurano l’identificabilità del destinatario del pagamento. I pagamenti effettuati tramite queste app, a differenza di quelli in contanti, hanno dunque i requisiti necessari per usufruire delle detrazioni IRPEF in sede di dichiarazione dei redditi, e il contribuente chiamato a sostenere l’onere della prova da parte dell’agenzia delle Entrate potrà fornire la ricevuta del pagamento effettuato via app.

    In un mondo che va sempre più nella direzione dei pagamenti digitali e nell’eliminazione del contante, è necessario predisporsi ad una app, automatizzato e senza dover conservare scartoffie cartacee. Le soluzioni offerte da Captio per la gestione delle spese potrebbero essere esattamente quello che ti serve per tenerti al passo con un inarrestabile trend globale.

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