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    Lavorare da casa per le aziende: le regole

    Smart working timer 3 min.
    Myriam Zanatta
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    Quello che era una concessione soltanto di alcune aziende con politiche lavorative particolarmente progressiste, è diventato ormai pratica comune di tante attività lavorative: il lavoro da casa, meglio conosciuto come “smartworking”. Dall’inizio della pandemia di Covid-19 ad oggi, sono sempre di più le aziende che hanno adottato questa pratica lavorativa, per permettere ai propri dipendenti di svolgere il lavoro senza recarsi necessariamente presso la sede aziendale. 

    Quali sono però le indicazioni e le regole a proposito di smartworking?

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    Il lavoro da casa oggi 

    Fino a poco tempo fa, non si era mai arrivati al punto di dover pensare e stabilire delle regole precise a proposito di lavoro da casa, in quanto questa era una concessione di alcune particolari aziende che permettevano ai propri dipendenti di svolgere l’attività lavorativa direttamente dalla propria abitazione. 

    Con l’aumento quasi obbligato del lavoro da casa, queste regole si sono rese necessarie. 

    Fino al termine dello stato di emergenza e della pandemia, lo smartworking sarà ancora “semplificato” e non sarà soggetto all’applicazione di alcuna indicazione particolare. Il governo italiano, però, si sta già portando avanti per quando lo smartworking non sarà più solamente un’alternativa alla normale attività lavorativa in periodo di emergenza ma una pratica abituale. 

    Nuove regole sul lavoro da casa 

    A partire da marzo 2022, termine ufficiale dello stato di emergenza, verranno applicate le nuove regole stabilite dal governo italiano. 

    lavorare da casa per aziende

    Adesione

    Lo smartworking potrà essere proposto al dipendente ma non imposto. Sarà quindi su base esclusivamente volontaria. Il lavoratore potrà quindi rifiutarsi di lavorare da casa, senza rischiare il licenziamento o sanzioni. Nel caso in cui, invece, accolga la proposta si dovrà sottoscrivere un accordo su base volontaria con il datore di lavoro. 

    Orario di lavoro 

    L’orario di lavoro sarà flessibile e darà la possibilità al dipendente di organizzarsi a patto che si rispettino le necessità aziendali, l’organizzazione delle varie attività, e gli obiettivi prefissati da raggiungere. Proprio per via di questa flessibilità, l’attività lavorativa da casa, non prevederà gli straordinari

    Disconnessione e permessi

    Tra le regole è stata anche introdotta una parte relativa alla disconnessione dal pc. Lavorare da casa, infatti, per molti lavoratori si è rivelato estremamente faticoso per via della difficoltà nel staccare completamente dall’attività lavorativa. Nell’accordo siglato con il datore di lavoro, verranno indicati con precisione i momenti di pausa lavorativa e la durata. 

    Come durante la normale attività lavorativa, anche restando a casa si potrà usufruire della Legge 104, di permessi e di ferie

    Luogo di lavoro

    Infine, il dipendente potrà liberamente scegliere il luogo di lavoro a patto che sia conforme alle indicazioni dell’azienda e che gli permetta di espletare il proprio lavoro senza alcun impedimento. 

    Lavoro da casa: la retribuzione 

    Su questo argomento si è dibattuto tanto. Un dipendente che lavora da casa, deve utilizzare il proprio pc o quello aziendale? E come comportarsi riguardo al rimborso del pasto, o della corrente elettrica che non fornisce l’azienda ma che il dipendente paga di tasca propria?

    A dare una risposta completa è l’Agenzia delle Entrate che con l’interpello numero 371 del 14 maggio 2021 chiarisce la questione. 

    Se il dipendente tiene traccia del costo del lavoro e, nella fattispecie, del costo di internet, il datore di lavoro può rimborsare l’intero importo perché questo non rientra nei redditi di lavoro dipendente. 

    Nell’accordo individuale tra il dipendente e il datore di lavoro, sarà infine dettagliata l’ammontare della retribuzione e chi deve fornire gli strumenti di lavoro.

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