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Guida definitiva sulla gestione delle spese di viaggio.

Indennità di trasferimento: come funziona

Pubblicato da Captio su 18/04/2019

Quando il lavoratore viene trasferito dall’azienda, questa può corrispondere un compenso straordinario: l’indennità di trasferimento. Ma prima, vediamo più nel dettaglio il concetto di trasferimento.

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Quando il lavoratore viene trasferito dall’azienda, questa può corrispondere un compenso straordinario: l’indennità di trasferimento. Ma prima, vediamo più nel dettaglio il concetto di trasferimento.

trasferimento

Trasferimento: definizione

Il trasferimento del lavoratore consiste in uno spostamento definitivo e senza limiti di durata.

Tra le caratteristiche più rilevanti del trasferimento:

  • deve essere confermata la sussistenza di comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive per giustificare il trasferimento;
  • l’azienda ha il dovere di comunicare la sua decisione con il congruo preavviso;
  • i motivi del trasferimento devono sussistere al momento in cui viene deciso e devono essere oggettivi: non valgono, quindi, le scelte fatte come sanzioni disciplinari, tranne nel caso in cui la condotta del lavoratore non renda necessario il trasferimento (per esempio, incompatibilità con i colleghi che causa un danno produttivo e/o organizzativo);
  • deve esistere un rapporto di causalità tra ragioni organizzative e lavoratore trasferito;
  • il trasferimento deve portare a un miglior funzionamento dell’azienda e deve essere legata alle particolari attitudini del lavoratore a ricoprire il nuovo posto di lavoro.

 

Quando si trasferisce, il lavoratore riceve un’indennità di trasferimento, un emolumento con il quale l’azienda aiuta il dipendente nelle spese che questo deve sostenere per cambiare residenza. L’importo dell’indennità viene stabilito dalla contrattazione collettiva, e può variare in base al fatto che il dipendente abbia oppure no familiari a carico. Se il dipendente ha famiglia, l’importo aumenta per consentire a tutto il nucleo familiare di trasferirsi al nuovo indirizzo. Per il dipendente questa indennità e molto utile, perché può avere una somma da usare per tutte le spese che il trasferimento comporta.

Indennità di trasferimento: un esempio

Vediamo un esempio di indennità di trasferimento per un dipendente del CCNL Commercio. Secondo questa tipologia di contratto, al lavoratore spetterà:

  • rimborso della spesa effettiva di viaggio;
  • rimborso della spesa per il trasloco (trasporto del mobilio e del bagaglio);
  • rimborso dell’eventuale perdita di pigione (canone d’affitto). Questo rimborso va corrisposto per un massimo di 6 mesi;
  • diaria non inferiore al doppio della quota giornaliera di retribuzione.

 

Indennità di trasferimento: tassazione

Dal punto di vista della tassazione, questa indennità gode di un regime agevolato. I rimborsi per le spese di viaggio e trasporto sono, insieme alla diaria, esclusi da tassazione e contribuzione nella misura del 50%.

Tale agevolazione si calcola solamente sulle somme che non superano i seguenti tetti annui:

  • 1.549,37€: per i trasferimenti sul territorio nazionale;
  • 4.648,11€: trasferimento all’estero o estero su estero;
  • 6.197,48€: se nello stesso anno il dipendente subisce un trasferimento in Italia e uno all’estero.

La parte dell’indennità di trasferimento che eccede questi tetti viene tassata al 100% e soggetta al versamento della contribuzione.


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Categoria: indennità di trasferta, trasferimento