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    Come si apre una partita IVA

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    La partita IVA è uno strumento a disposizione dei lavoratori autonomi, delle aziende e dei liberi professionisti, grazie alla quale possono praticare la propria attività lavorativa nel pieno rispetto del regime fiscale italiano. Vediamo di che cosa si tratta e quali sono le modalità di apertura.

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    La partita IVA è il regime fiscale al quale sono sottoposti tutti coloro che offrono un servizio o un bene per conto proprio e non sono titolari di rapporto di lavoro subordinato. Si compone di 11 numeri, che identificano la società o la persona fisica. I primi 7 collegano la partita IVA al titolare, mentre i successivi 3 corrispondono al codice identificativo dell’Ufficio delle Entrate. L’ultimo numero ha una funzione di controllo.

    apertura partita iva

    Apertura partita IVA

    Per aprire una partita IVA bisogna ottenere il codice a 11 cifre presentando richiesta all’Agenzia delle Entrate. 

    Documenti necessari

    Bisogna compilare il modello AA9/12 (in caso di persone fisiche) o AA7/10 (in caso di soggetti diversi). Questi modelli costituiscono la dichiarazione di inizio attività, che deve essere consegnata entro 30 giorni dall’avvio della propria attività professionale autonoma.

    Scarica il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate 

    Scarica il modello AA7/10 dell’Agenzia delle Entrate

    Procedura di apertura della partita IVA

    I modelli AA9/12 o AA7/10 devono essere inviati all’Agenzia delle Entrate insieme al proprio documento di identità. È possibile consegnarli recandosi negli uffici dell’Agenzia, inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno o per via telematica.

    Al momento dell’apertura della partita IVA, il titolare deve scegliere il codice ATECO dell’attività che si intende svolgere, oltre ad aprire la propria posizione previdenziale all’Inps per il pagamento dei contributi e all’Inail per l’assicurazione obbligatoria.



    Quanto costa aprire e mantenere la partita IVA

    Aprire una partita IVA è di per sé gratuito. Ci sono però dei costi di gestione della pratica da pagare al proprio consulente di riferimento. Quello che costa è il mantenimento della partita IVA. È necessario scegliere il tipo di regime fiscale che il titolare ritiene più adatto: il regime forfettario e quello a contabilità ordinaria. 

     

    Il regime forfettario, ex regime dei minimi, è stato introdotto nel 2016, e dal 1° gennaio 2019 ha subito importanti modifiche. In base a quanto previsto, il regime forfettario prevede l’applicazione di un’aliquota sostitutiva Irpef e IVA al 5% per i primi 5 anni, e al 15% a partire dal sesto anno. Quindi, chi apre una partita IVA in regime forfettario può risparmiare grazie alla tassazione agevolata al 15% e grazie anche alle numerose semplificazioni previste da questo sistema. Una fra tutte: l’esonero dall’obbligo di fatturazione elettronica. 

     

    Chi non può aderire al regime agevolato deve aderire al regime di contabilità ordinaria. I costi che dovrà affrontare per mantenere la partita IVA sono:

    • costo per Camera di Commercio - diritto camerale
    • costi Irpef;
    • costi gestione separata Inps o cassa professionale;
    • Irap;
    • IVA.

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