<img height="1" width="1" src="https://www.facebook.com/tr?id=133206463822786&amp;ev=PageView &amp;noscript=1">

Blog

Guida definitiva sulla gestione delle spese di viaggio.

Benefit aziendali: quali sono considerati spese di rappresentanza?

Pubblicato da Captio su 03/10/2018

Se i dipendenti stanno bene, l’azienda sta bene. È il sillogismo alla base del welfare aziendale, un concetto che all’estero è ben noto a tutte le aziende e che anche in Italia sta diventando sempre più importante. All’interno di questa tendenza che promuove la cultura del benessere dei dipendenti, i benefit aziendali giocano un ruolo chiave.

Scarica l'ebook: La gestione delle spese di viaggio aziendali

Benefit aziendali: definizione

Un benefit aziendale è un bene, un servizio o un’agevolazione che viene concesso dall’azienda o dal datore di lavoro ai dipendenti. Secondo il comma terzo dell’articolo 2099 del Codice Civile, un lavoratore può essere retribuito anche attraverso l’erogazione di beni e servizi: pertanto un benefit aziendale è a tutti gli effetti una forma di retribuzione non monetaria che si aggiunge alla busta paga.

Sono tante le tipologie di benefit aziendali, dal buono pasto al cellulare fino alla fornitura di prodotti aziendali a prezzi di favore o gratuitamente. Il loro obiettivo è duplice. Da un lato, aumentare il benessere del dipendente e, di conseguenza, aumentare la produttività e il suo attaccamento all’azienda; dall’altro, è un modo per l’azienda di retribuire il dipendente, migliorandone la qualità di vita e aumentandone la possibilità di acquisto, a un costo inferiore rispetto a quello che comporterebbe un incremento di stipendio.

I benefit aziendali non sono rivolti soltanto ai dipendenti, ma anche ai clienti e, in alcuni casi, possono essere classificati come spese di rappresentanza.

Benefit aziendali: quali sono considerati spese di rappresentanza?

 

Benefit aziendali e spese di rappresentanza: un esempio pratico

Uno tra i benefit aziendali più graditi è il buono carburante.

Il buono carburante consente ai lavoratori di acquistare benzina, diesel, GPL o metano per la propria auto, o per quella concessa in uso dall’azienda, senza pagarlo in denaro. Il beneficiario del buono carburante dovrà semplicemente andare in uno dei distributori dell’azienda di rifornimento che lo ha emesso e presentarlo al momento del pagamento.

Le aziende hanno diverse possibilità di gestire i buoni carburante.

Vediamone nello specifico due, che presentano trattamenti fiscali diversi:

  • buono carburante come benefit a sé stante: se dati ai dipendenti come dei benefit, l’azienda può portare in detrazione dall’IRES il 100% del costo sostenuto per i buoni carburante fino ad un importo massimo di 258,23 € (25 buoni benzina).
  • buono carburante come omaggio da cedere a un cliente: se ceduti a un cliente, l’azienda può dedurre il costo del buono benzina al 100% in caso di importi fino a 50 €, mentre importi maggiori devono essere contabilizzati come spese di rappresentanza per le quali sono previsti i seguenti limiti di spesa:
    - 1,3% dei ricavi entro un massimo di 10 milioni;
    - 0,5% dei ricavi per la parte compresa tra 10 milioni e 50 milioni;
    - 0,1% dei ricavi per la parte che supera i 50 milioni.

Come gestire in modo efficiente le spese di viaggio


 

Categoria: spese di rappresentanza, benefit aziendali